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Welfare aziendale: la leva del benessere condiviso secondo Edenred

Il concetto di benessere condiviso tra impresa e dipendenti è la nuova leva strategica su cui si fonda la moderna organizzazione del lavoro e lo strumento con il quale è possibile realizzarlo è il welfare aziendale. Sono numerosissime le aziende che stanno adottando o potenziando i propri piani di welfare e anche il gradimento di questo strumento risulta condiviso: in Italia Il 62 per cento dei dipendenti esprime una parere ampiamente positivo sul welfare aziendale. Per le aziende l'89 per cento ne ha dato un'indicazione molto positiva e questo sentimento è diffuso anche presso le PMI che esprimono un giudizio favorevole nel 78 per cento dei casi”( Doxa-Edenred 2016).

Da strumento per pochi pionieri, il welfare aziendale è divenuto un'opportunità per tutte le aziende, comprese le PMI che stanno cominciando ad adottarlo. La nuova normativa introdotta con la Legge di Stabilità 2016 ha sicuramente favorito il trend crescente di diffusione del welfare, in particolare le nuove norme che, ad esempio, rimuovono quei vincoli che destinavano solo una parte di prestazioni e servizi (previsti dall'articolo 51 comma 2 del TUIR) alla contrattazione tra le parti, mentre tutto il resto veniva demandato alla scelta unilaterale - per qualcuno paternalistica - dell'azienda. Oggi tutti i contenuti dei piani di welfare possono essere oggetto di accordo sindacale o di formalizzazione.

Non solo, ma il legislatore ha anche previsto, a tal scopo, specifici incentivi di natura fiscale e contributiva, rilanciati e potenziati nel 2017. Solo nell'ambito di piani di welfare introdotti tramite accordo sindacale, inoltre, è prevista la possibilità da parte del dipendente di poter scegliere se usufruire del premio di produzione in cash oppure in welfare.

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